Politica e magistratura in Italia

Negli ultimi 15 anni, da tangentopoli e dalla discesa in campo di Berlusconi, in Italia c'è una guerra aperta tra il potere politico e quello della magistratura. Questa guerra è stata dichiarata da Berlusconi nell'intento di delegittimare, indebolire e spaventare i magistrati per varie ragioni personali, sempre con teorie assurde e facilmente contestabili, ma che, come tutte le teorie di Berlusconi, grazie al suo potere sui media e al servilismo dei giornalisti italiani hanno preso abbastanza piede tra i tanti che seguono di sfuggita la politica e molto la televisione, oltre che tra quelli desiderosi di trovare in Berlusconi un salvatore.

Il potere della magistratura, oltre ad assolvere le ovvie funzioni sociali di cercare di frenare il più possibile la criminalità, ha anche, assieme al potere legislativo, lo scopo di controllare e limitare l'esecutivo. Non è mai però accaduto in tutta la storia umana che i giudici facessero una rivoluzione, perchè per loro natura proprio non sono nella posizione adatta per farlo: sono pochi, quindi non hanno la forza del numero; non hanno armi come l'esercito, che nonostante un numero di uomini molto inferiore alla popolazione civile può riuscire ad imporre la dittatura; e non possono condannare qualcuno inventandosi le leggi, né possono fare delle leggi apposta per far condannare o assolvere qualcuno, al massimo possono interpretare le leggi in casi almeno un po' ambigui per far pendere la bilancia da una certa parte, ma non è certo un potere sufficiente per fare una rivoluzione; i giudici inoltre sono tanti individui senza legami l'uno con l'altro, se non quello di essere colleghi, non sono membri di una stessa divisione con lo stesso comandante come i militari, o membri di uno stesso partito con a capo qualcuno che può guidarli come i politici, i magistrati sono uomini soli che non potrebbero mai tessere relazioni tali e trovare tanto accordo da fare una rivoluzione.

Le rivoluzioni sono sempre state fatte dal potere esecutivo e dai militari, in certi rari casi anche da un potere religioso, ma di certo mai dai giudici. Il caso di mani pulite in Italia ebbe un'eco straordinaria, e la visione di quelle inchieste era amche per questo falsata sia allora che oggi: allora si pensava che i giudici avrebbero fatto finalmente piazza pulita, che poteva essere un nuovo inizio, e per questo ingenuamente si vide in Berlusconi l'uomo nuovo, perchè era un uomo carismatico, di successo e che poteva farsi tanta pubblicità, evitando nel contempo che la gente sapesse degli stretti rapporti che aveva avuto con Craxi; qualche anno dopo poi Berlusconi ha cercato di infangare l'inchiesta secondo la teoria che i giudici del pool di Milano erano comunisti (cosa falsa perchè erano per la maggior parte di destra) e mani pulite era stata fatta apposta per distruggere la democrazia cristiana e il partito socialista portando i comunisti al governo (cosa che, se fosse vera, vorrebbe dire che è stato un totale fallimento, dal momento che il primo governo nato fu quello di Berlusconi, e falsa comunque perchè di lì a poco il partito comunista fu sciolto e alcuni personaggi come Occhetto scomparirono).
L'inchiesta di mani pulite innanzi tutto deve essere considerata per quello che era: una indagine su un caso di corruzione che poi casualmente, grazie alla confessione di Mario Chiesa che chiamava in causa Citaristi e la democrazia cristiana, si allargò a macchia d'olio al mondo della politica. Non si può dunque accusare Di Pietro e il pool di non aver arrestato tutti i politici e gli imprenditori corrotti, perchè non è che mani pulite fosse una indagine totale e globale sul mondo della politica e della economia italiana; ma nemmeno li si può accusare del fatto che molti sono stati assolti, perchè in una indagine del genere molti fanno nomi falsi coinvolgendo gente innocente, o non si riescono a trovare le prove perchè sono ben nascoste in qualche banca svizzera, quindi è normale che ci siano un numero di assoluzioni leggermente superiore alla media, ma questo dimostra la bontà dell'indagine: se tutti fossero stati condannati allora sì che si sarebbe potuto parlare di persecuzione, perchè è irrealistico pensare che centinaia di persone siano tutte colpevoli, e che sia dimostrabile che siano tutte colpevoli senza eccezioni, allo stesso modo se tutti fossero stati assolti avrebbe significato che le accuse erano inventate fin dal principio.
Considerate nella maniera dovuta le indagini del pool quello che successe dopo si può vedere con chiarezza: i due partiti di governo degli anni '80 collassarono sotto il peso dello sdegno popolare, alimentato anche dalle televisioni di Berlusconi che allora non accusavano i giudici di voler fare delle rivoluzioni o del fatto che qualcuno degli arrestati, colpito dalla vergogna, si suicidò. Allora i giudici erano degli eroi, non degli assassini, questo fece cadere la democrazia cristiana e il partito socialista, costrinse Craxi alla fuga, e lasciò una enorme voragine nella politica italiana, anche considerando il fatto che partiti minori come quello comunista o liberale avevano comunque i loro indagati, quindi non potevano presentarsi come una reale alternativa, e nemmeno avevano mai avuto esperienza di governo quindi né loro stessi né gli italiani erano abituati all'idea di pensarli alla guida del paese.

In questa situazione anche Berlusconi aveva i suoi problemi: espandendo continuamente le sue aziende e pagando stipendi folli pur di accaparrarsi gli uomini migliori, comprare film e format stranieri e tutto quello che servì per le sue televisioni, Berlusconi era sull'orlo della bancarotta nei primi anni novanta, e la sua ascesa era avvenuta grazie all'appoggio di Craxi al governo, che aveva fatto le leggi che a Berlusconi servivano per poter trasmettere indisturbato e diventare il signore dei media, in cambio ovviamente dell'appoggio delle sue televisioni e dei giornali al partito socialista. Con lo scoppio di mani pulite quindi Berlusconi è in trappola 3 volte: non ha più la protezione del governo perchè Craxi ha perso il potere e non si sa chi gli succederà, le banche continuano a dissanguarlo con gli interessi e a chiedergli di pagare i debiti contratti nell'ultimo decennio, e la magistratura era sulle sue tracce partendo dalle indagini di Falcone e Borsellino sulla mafia, e presto avrebbero bussato alla sua porta.

In questa situazione gravissima Berlusconi, forse per un suo lampo di genio, forse per disperazione, o forse su consiglio di Gelli che vedeva in quella anarchia che era stata creata la possibilità di costruire lo stato che sognava, decise di passare al contrattacco prima che fosse troppo tardi ed organizzò forza italia.
Forza Italia non è stato affatto un progetto nato in poco tempo come lui voleva far credere, lui e Dell'Utri ci hanno lavorato un anno e mezzo prima di renderlo noto. Lo scopo era quello di risolvere tutti e tre i problemi in un colpo solo: sostituendosi a Craxi avrebbe potuto farsi le leggi da solo senza nemmeno dover più servire il potere politico come aveva fatto fino ad allora, avendo il potere politico poteva risollevare economicamente le sue aziende e quotare in borsa mediaset nonostante la situazione di quasi fallimento, e potendo fare le leggi e avendo il potere di un capo di stato avrebbe potuto mettere i bastoni tra le ruote abbastanza alla magistratura, poi una volta passato un po' di tempo da tangentopoli ha potuto reinstaurare l'immunita per i politici, immunità che immediatamente dopo lo sdegno per mani pulite era stata tolta.

La guerra che c'è oggi tra il potere politico e quello della magistratura non è stata dunque dichiarata dai giudici ma da Berlusconi, e la rivoluzione l'ha fatta lui con i suoi soldi, i media e il potere politico, non l'hanno certo fatta i giudici. La magistratura è necessaria proprio per evitare che il potere esecutivo possa prendere decisioni illegittime ed arbitrarie, il problema non è che i giudici sono comunisti, ma che Berlusconi è un criminale. L'esempio della Campania e dei suoi rifiuti rende bene l'idea: Berlusconi vuole dare centinaia di milioni di euro alla camorra per trasformare vecchie discariche abusive in discariche legali, e quando la magistratura indaga i politici corrotti e i camorristi lui cerca di fermarla dicendo che è tutto un piano contro di lui per impedirgli di lavorare. Ma questo non è lo stato che fa lo stato, è solo una associazione a delinquere che ha il vantaggio di avere dalla sua parte il capo del governo che può inbavagliare la magistratura con la scusa che si tratta di una emergenza.

In qualunque altro paese Berlusconi sarebbe stato preso a sassate dalla folla e costretto ad espatriare, non avrebbe potuto più farsi vedere in giro, in Italia invece la gente si accalca intorno a lui per adorarlo nonostante negli ultimi 15 anni l'Italia sia stata messa in ginocchio, e molti continuano a dire che non è riuscito a risollevare il paese perchè non ha avuto abbastanza potere, quindi bisogna eliminare i partiti piccoli, fare una repubblica presidenziale, mandare l'esercito per risolvere i problemi creati da politici nullafacenti o corrotti... mentre invece l'unica speranza sarebbe nella magistratura e nell'informazione, perchè se i giudici avessero potuto arrestare i camorristi non ci sarebbe stato il problema dei rifiuti, e così se Striscia la Notizia si fosse mai occupata della camorra e dei rifiuti invece di evitare sempre accuratamente di toccare gli interessi delle mafie. Attualmente i politici italiani sanno che basta che accontentino Berlusconi e possono avere un posto in parlamento, o almeno da qualche altra parte, i cittadini non hanno nessuna importanza, anche perchè tanto non sapranno mai nulla, e la magistratura non fa alcuna paura quindi si può commettere qualunque crimine essendo certi dell'impunità.

La rivoluzione vera la dovrebbero fare i cittadini svegliandosi, protestando, urlando. La ghigliottina non è necessaria, anzi è controproducente perchè fu proprio la ghigliottina che trasformò la rivoluzione francese nel terrore e ne limitò fortemente il valore etico e sociale. Del resto in un mondo etico Berlusconi pedendo il suo potere verrebbe comunque ucciso dalla mafia, che lo riterrebbe ormai inutile e pericoloso per quello che sa, e i mafiosi si ucciderebbero tra loro senza bisogno che siano i cittadini a farlo nel momento in cui perdessero prestigio, potere e denaro.

Purtroppo in Italia c'è una doppia complicità, ad esempio nel caso dei rifiuti in Campania i politici conoscevano benissimo il problema, ma per interesse e per paura tacevano, e i giornalisti lo stesso. Dal momento che tutti tacevano i cittadini non erano informati, ma questo non significa che fossero del tutto ignari, tanti sapevano benissimo quello che succedeva e tacevano, anche perchè se già i politici, che potevano avere una scorta e fare uso della polizia e dell'esercito, dimostravano di avere paura figurati cosa poteva pensare una persona comune, che avrebbe potuto essere ammazzata senza difficoltà in un attimo. L'omertà nasce dal fatto che lo stato si dimostra indifferente o complice, non a caso in Sicilia l'omertà sulla mafia ha cominciato ad incrinarsi nel momento in cui poliziotti e giudici hanno incominciato a ribellarsi e a dare l'esempio, e così anche dei comuni cittadini come Peppino Impastato.
Il fatto di avere un governo criminale spinge i cittadini a diventare criminali, a farsi i fatti loro, a non indagare, a non protestare, distorce la loro moralità, cosa che con l'aggiunta della disinformazione spinge ad esempio i cittadini a prendersela contro i rom rumeni invece che prendersela contro i politici che non hanno fatto nessun accordo con la romania né hanno speso i soldi dell'unione europea dati apposta per i rom, oppure se i napoletani protestano per le discariche si può far cadere su di loro la colpa del fatto che non si riesca a fare nulla, e non sui politici e i camorristi che sono stati responsabili del problema.

L'Italia purtroppo è il paese in cui se commetti un crimine il fatto di essere il presidente del consiglio è una attenuante, perchè non puoi perdere tempo ed essere intralciato nel tuo lavoro dal dover andare in tribunale, invece il fatto di essere un clandestino, non sapere la lingua e le leggi, avere fame, non avere una casa, non avere amici e aiuti di alcun tipo, avere una famiglia da sfamare, sono una aggravante... finché le cose rimarranno così la situazione non potrà che peggiorare.

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